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Conosciamo tutti piuttosto bene il ruolo della cromoterapia nella salute principalmente mentale, ma ci sono medicine millenarie come l’Ayurveda che attribuiscono un ruolo fondamentale all’uso del colore anche per la salute fisica.
Hai mai sentito parlare di chackra? Ecco ciascun chackra ha un colore particolare, che noi occidentali possiamo rassomigliare ai colori dell’arcobaleno: rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto.
Ciascuno di questi 7 colori ha una vibrazione particolare e una lunghezza d’onda, quella che all’occhio umano consente di identificarli e discriminarli tra loro. Il rosso ad esempio, ha una lunghezza d’onda di 700-630 nanometri e una frequenza vibrazionale di 430-480 terahertz.
Ma mano che si procede verso il violetto la lunghezza d’onda diminuisce ma la frequenza vibrazionale aumenta.
Perché tutto questo è importante? Perché è proprio questa la caratteristica che nell’India millenaria ha fatto usare i colori a scopo terapeutico. Pur non avendo misurazioni strumentali così precise è stato empiricamente dimostrato che esporre un corpo ad un determinato colore ne modificava le vibrazioni e le caratteristiche riportandole e riallineandole a quelle caratteristiche del colore.
In particolare in medicina ayurveda il corpo con una problematica specifica (di solito localizzato nella sede del chackra corrispondente) viene immerso in una luce del colore corrispondente, eseguendo i trattamenti specifici immersi in quella luce, a volte posta in contatto diretto del corpo, a volte con una candela del colore specifico.
Vediamo insieme qualche esempio:
il primo chackra è localizzato nel pavimento pelvico, per il femminile è la porta di accesso al corpo stesso, la sede delle emozioni profonde e ancestrali, il legame con la vita perché da lì nasce la vita. Tutte le donne che hanno problematiche urogenitali vengono quindi trattate esponendole alla luce rossa e trattando quel chackra per sbloccarlo anche con suoni e vibrazioni che corrispondano alla vibrazione del rosso.
Il plesso solare, forse il più famoso, anatomicamente localizzato “alla bocca dello stomaco”, è il terzo chackra e ha il colore giallo, che presenta lunghezza d’onda 590-560 nanometri e vibrazione di 510-540 terahertz. Tutte le persone con problematiche gastriche saranno trattate con la luce gialla e la vibrazione corrispondente.
Un trattamento chackrico completo prevede che vengano trattate le diverse zone con i diversi colori e le diverse frequenze, per poi riportare il corpo alla vibrazione originale, quella di Madre Terra (di cui abbiamo già parlato nell’articolo sul grounding).
Ma non finisce qui, avete mai notato che difficilmente gli orientali e in particolare gli Indiani (dove nasce la tradizione ayurveda) si vestono di nero ma spaziano tra i diversi colori? Il motivo è sempre lo stesso, il nostro corpo assorbe le frequenze dei colori che indossiamo, e si allinea alle loro vibrazioni. Questo influenza tantissimo sia il nostro benessere che i nostri pensieri e il nostro umore. “vibrare alto” significa avere pensieri positivi, vibrare basso negativi. E qual è la caratteristica del nero? Assorbire tutta la radiazione luminosa e quindi portare dentro di sé tutto quello che c’è fuori. Indossare il nero significa portare dentro di sé tutto quello che c’è fuori positivo o negativo che sia.
Sono curiosa, com’è il tuo armadio?
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BENESSERE FEMMINILE6 gennaio 2026

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